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DATI DEGLI ULTIMI ANNI
Se si verificano gli ultimi dati forniti dall'Anica nell'anno 2006 risulta che il capitale italiano privato investito per il cinema è stato di 214 milioni di euro su un totale di 257: questo sta ad indicare che lo Stato è intervenuto con 43 milioni di euro complessivi per lungometraggi e cortometraggi di interesse culturale, ex art. 8 e contributo OPS di cui alcuni deliberati negli anni precedenti ma realizzati nel 2006.

Come si è detto più volte, anche se i risultati sono abbastanza positivi, il settore cinematografico fa fatica a crescere (contrariamente ad altri paesi europei). Ciò è dovuto anche ad una mancanza di una politica strategica basata su una liberalizzazione di risorse diverse.

In Italia, un vero ostacolo è purtroppo la distribuzione che riguarda il più delle volte poche società: possiamo ricordare Medusa e Cecchi Gori Group e Moviemax; oppure società pubbliche (01 Distribution – controllata al 100% da Rai Cinema - ed Istituto Luce), oppure vi sono distribuzioni indipendenti (Bim Distribuzione, Eagle Pictures, Fandango, Filmauro, IIF, Lady Film, Lucky Red, Nexo, ecc.). Le medie e piccole distribuzioni non riescono a reggersi sulle proprie gambe e spesso scompaiono; ed ecco sulla cresta dell'onda le società straniere più importanti e notevoli come impronta sul nostro territorio : sono le Major americane (BVI - Buena Vista International, Sony Pictures Releasing Italia, 20th Century Fox, UIP – United International Pictures, Warner Bros Pictures Italia).

Arriviamo al dunque: molto spesso esse, scegliendo i prodotti da distribuire, devono escludere molti lungometraggi, anche se di ottima qualità, lasciandoli letteralmente "per strada".

È palese che in Italia abbiamo di fronte agli occhi un mercato cinematografico che si caratterizza con una fisionomia concentrata dagli incassi esclusivi di un numero basso di Film (con la pecca che sono concentrati in determinati periodi dell'anno).

Necessitiamo di iniziative che propongano nuove forme di distribuzione.
Ma le risorse che vanno al cinema sono insufficienti. Noi, anche a parità di costi con gli altri paesi europei, lavoriamo con le risorse più basse!
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